MIME-Version: 1.0 Content-Type: multipart/related; boundary="----=_NextPart_01C60C6E.96E82550" Questo documento è una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer. ------=_NextPart_01C60C6E.96E82550 Content-Location: file:///C:/58FC4E6F/pianosviluppo.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" Piano di Sviluppo

PIANO DI SVILUPPO 2006-2010

Bozza adottata dal Consiglio della Comunità montana del Brenta<= /span>

per le osservazioni della popolazione,

da presentarsi entro il 27 febbraio 2006

 

INDICE

 

 

Premessa         =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =            pag.  2

 

·        Ambiente &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            4

§        Sicurezza del territorio            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;          4

§        Valorizzazione ambientale            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =        5

§        Abitazione = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;      9

§        Urbanistica&nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;  9

 

·        Comunicazioni&n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;     11

§        Viabilità extraurbana            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;    11

§        Viabilità agro-silvo-pastorale e turistic= a        &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;  13

§        Trasporto pubblico            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;      15

 

·        Agricoltura&nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;          16<= /o:p>

 

·        Artigianato, industria, commercio        &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;    18

 

·        Turismo &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;           19<= o:p>

 

·        Attività del tempo libero        &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;       21

§        Attività culturali            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ; 21

§        Attività sportive e ricreative        &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;         23<= /span>

 

·        Servizi &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;            = ;            &n= bsp;    24

§        Servizi alla popolazione            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =            24=

§        Servizi associati sovracomunali        &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp;           &nbs= p;            &= nbsp; 26

 

·        Funzionamento dell’ente            =             &nb= sp;            =             &nb= sp;            =             &nb= sp; 29

 

 


P R E M E S S A

 

 

La Comunità Monta= na del Brenta così evidenzia nello statuto le proprie finalità:<= /p>

 

1) la Comunità Montana si propone la valorizzazione uman= a, sociale, culturale ed economica della propria zona attraverso una politica generale di riequilibrio e di sviluppo delle risorse attuali e potenziali d= ella medesima e perseguendo i seguenti obiettivi:

a) la partecipazione delle popolazioni montane al generale processo di sviluppo socio-economico della montagna, favorendone, in particolare, le condizioni = di resi­denza, di sviluppo demografico e la crescita culturale, profession= ale ed economica.

b) la salvaguardia e il razionale assetto del territorio montano nonché= la tutela dell'ambiente;

c) la gestione ottimale dei servizi e degli interventi riferiti al territorio = di competen­za, da realizzarsi anche attraverso convenzioni tra Comunità Montane e Comuni, con carattere di reciprocità in ragione delle strutture di cui sono dotati;

d) la promozione della unione dei Comuni nonché la fusione di tutti o p= arte dei Comuni associati;

e) la programmazione, nell'ambito della programmazione regionale e provinciale, delle infrastrutture e dei servizi civili idonei a consentire la base di un adeguato sviluppo economico, finalizzata anche a favorire la residenzialità;

f) la gestione associata dei servizi comunali;

g) il sostegno alle iniziative di natura economica, produttiva e turistica riv= olte alla incentivazione e valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio montano, nel quadro di una programmazione mirata degli obiettivi= e degli interventi;

 

 

2) Promuovere ed attuare ogni altra iniziativa per la realizzazione delle finalità e degli obiettivi di cui al comma precedente.

 

3) La Comunità  Montana si propone inoltre la salvaguardia dei propri ambiti territo­riali, al = fine della conservazione e della valorizzazione di peculiari aspetti storici, ambientali, culturali ed economici.

 

 

Dette finalità costituiscono il presupposto che spinge questa Comunit&agra= ve; a porsi i seguenti obiettivi generali di sviluppo:

 

1) Salvaguardia dell'equilibrio demografico

La permanenza attiva delle popolazioni in un quadro di sicurezza e di condizio= ni di lavoro accettabili è un obiettivo generale a cui ci si dovr&agrav= e; costantemente riferire anche per garantire un adeguato equilibrio del siste= ma ambientale e sociale.

Per questo si dovrà favorire il permanere in loco delle giovani famiglie creando le condizioni perché queste possano essere aperte alla vita = in tutti i suoi aspetti.

 

2) Salvaguardia dei valori umani e culturali

Il modello economico produttivo perseguito va concepito in un quadro di compat= ibi­lità e tutela dei valori locali legati a cultura, tradizioni, comportamenti ed organizza­zione propri delle singole comunità,  salvaguardando le specificit&agrav= e; di ciascuna pur in un quadro unitario. Gli interventi della Comunità dovranno incentivare uno sviluppo economico orientato ad un modello di econ= omia mista intersettoriale attraverso azioni di sostegno ai settori più deboli.

 

3) Salvaguardia e valorizzazione dell= e condizioni ambientali

L'ambiente montano deve essere salvaguardato nella sua complessità di fattori f= isi­ci, biologici ed estetici tipici,  per consentire ai residenti di vivere in un territorio accogliente ed a misura d'uomo. Sarà dunque necessario inserire ciascun obiettivo locale e le conseguenti azioni d'intervento in un quadro di compatibilità ambientale. 

 

Per raggiungere gli obiettivi generali di sviluppo come sopra prefigurati, la Comunità montana dovrà attivare adeguate politiche d'intervento, che nel segu= ito del presente piano vengono dettagliatamente descritte, tenuto conto delle risorse a disposizione e della compatibilità con la programmazione d= egli enti so­vraordinati, nonché con azioni di coordinamento e stimolo per ogni altro intervento non di diretta competenza che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo programmati.

 

 

 

 

Dichiarazione riguardante la valutazione ambientale strategica

 

Si dichiara che il presen= te Piano di sviluppo non rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 2001/42= /CE (valutazione ambientale strategica), in quanto non definisce un quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti elencati nella direttiva sulla Valutazione di impatto ambientale, recepita con L.R. 10/1999. I progetti previsti nel presente piano non rientrano infatti in nessuna delle suddette tipologie.<= /o:p>


A M B I = E N T E

 

 

Ruolo della Comunità montana n= ello specifico settore

 

La Comunità montana riveste, nel settore della difesa del suolo, una funzione di stimolo rispetto a quella svolta per competenza da appositi ent= i. La sua funzione di ente coordinatore delle istanze dei comuni e la sua pres= enza sul territorio le permettono infatti un'ac­curata conoscenza delle dinamiche di quest'ultimo, tale da consentirle un'azione di sensibilizzazio= ne degli enti competenti, tesa alla risoluzione dei problemi che vengo­no riscontrati al loro primo manifestarsi.

 

In campo ambientale la Comunità montana si pone come ente di coordiname= nto di iniziative di valenza sovraccomunale, anche mediante la realizzazione di= progetti che coinvolgono comuni e privati nell’attuazione degli stessi.

 

Gli obiettivi di questo settore si propongono di salvaguardare:

·      l'equilibrio demografico, in quanto consentono alla popolazione di vivere in condi­zioni di sicurezza nei luoghi di residenza; relativamente al sottosettore abitazione, in quanto vengono ottenuti gli spazi abitativi necessari alla permanenza in loco della popolazione ed all'immigrazione di nuovi abitanti

·      i valori umani e culturali, in quanto recuperano le rilevanze storiche ed architetto­niche, testimonianza di radici culturali che possono e devono caratterizzare ed orientare lo svilup= po odierno delle comunità locali;

·      le condizioni ambientali, in quanto proteggono e valorizzano le rilevanze naturali­stiche e paesaggistiche = che qualificano l'ambiente di vita della popolazione, ed inoltre le danno gli strumenti per rendersi protagonista di uno sviluppo ecocompati­bile.

 

 

sottosettore SICUREZZA DEL TERRITORIO

 

Obiettivo: rendere sicuro il territor= io contro i pericoli derivanti da caduta massi, incendi, frane, erosioni ed esondazio= ni dei corsi d'acqua, in coordinamento con le azioni previste dal piano di ass= etto idrogeologico dell'Autorità di bacino

 

 

PROGRAMMA OPERATIVO

 

INTERVENTO 1: segnalazione necessit&a= grave; di intervento

 

     Coordinam= ento delle segnalazioni dei comuni e dei cittadini e stimolo nei confronti degli enti competenti per la realizzazione degli interventi di seguito elencati:<= /span>

 

Ø      risanamento delle pareti rocciose sovrastanti i centri abitati

Ø      messa in sicurezza della viabilità dalla caduta massi

Ø      sistemazione idraulica del Brenta

Ø      gestione degli eventi di piena

Ø      protezione civile

 

     Segnalazi= one alla Regione, ai sensi della L.R. 52/1978 art. 8, delle necessità d'= intervento per la sistemazione di torrenti e frane, in particolare nelle seguenti localizzazioni:

 

Comune di Cismon: Valli del Bosco = della Madonna (risezionamento)=

Comune di Valstagna:         &= nbsp;   Val Capra (briglie e confluenza in Brenta), Valle dello Spino (briglie), Valgad= ena (sistemazione tratto terminale alveo), Val Bastioni (manutenzione muri di sponda e selciato)

Comune di San Nazario: Valle del L= epre (risezionamento), Valle dell'Asta e Valle di Rivalta (sghiaiamento, sistemazione spondale), Valle di San Marino (decespugliamento), Valle cimit= ero San Marino (decespugliamento e  sistemazione sponde)

Comune di Campolongo: Valle dei To= vi (sistemazione), Valbrutta (decespugliamento)

Comune di Solagna: Fontanazzi (disostruzione sbocchi sorgentizi)<= o:p>

Comune di Pove: Valli San Giuseppe= e Gironzello (decespugliamento)<= /o:p>

Comune di Bassano: Val Forame (sghiaiamento)

 

     Richiesta= di verifica del rischio e promozione di ogni iniziativa atta a prevenire danni alle persone qualora si manifestino specifiche situazioni di pericolo da affrontare a livello sovraccomunale relative all’elettromagnetismo, al radon, all'amianto, alle polveri e all’inquinamento acustico

 

     Interessa= mento per un sollecito avvio dei progetti finanziati della legge Sarno per la realizzazione degli interventi di risanamento delle pareti rocciose e di sistemazione delle sponde del Brenta nonché verifica di ulteriori necessità d'intervento in altre aree, sia già classificate che oggetto di nuove emergenze. In caso di individuazione di nuove aree a risch= io a seguito di caduta massi, si chiede che sulle stesse vengano effettuate anal= isi geologiche di dettaglio prima di procedere alla classificazione di rischio.=

 

     Coordinam= ento redazione piani comunali di protezione civile

 

 

sottosettore VALORIZZAZIONE AMBIENTALE

 

Obiettivo: conservare e valorizzare g= li aspetti ambientali che rendono il territorio riconoscibile come proprio dai residenti ed interessante per il turista.

 

 

PROGRAMMA OPERATIVO

 

INTERVENTO 1: monitoraggio delle attività di rilevante impatto ambientale

 

     Verifica dell'esecuzione dei programmi di escava­zione e ripristino della minier= a di Carpanè tramite la commissione della Sovrinten­denza, anche in relazione alle azioni previste nella valutazione di incidenza del progetto = di ampliamento.

 

     Monitorag= gio continuo delle vibrazioni prodotte dalla miniera di Carpanè mediante il vibrometro installato dalla Comunità montana

 

     Evitare p= esanti impatti, sia sulle condizioni igienico-sanitarie che sulle attività turistico-sportive, derivanti dal prelievo delle acque dal fiume Brenta, in particolare contrastando l’ipotesi della costruzione di una centrale idroelettrica nella zona di Valstagna/Carpanè, attualmente in fase di istruttoria per la concessione, nonché di eventuali interventi sulle centrali esistenti

 

     Assunzion= e, unitamente ai comuni interessati, di tutte le opportune iniziative nei confronti delle attività che possono determinare rilevanti impatti s= ul territorio (miniera, cave, grandi infrastrutture, attività turistich= e, ecc.). In particolare, riguardo alle cave, appare opportuno evitare attività estrattive nelle vicinanze dei centri abitati e in corrispondenza di rilevanze paesaggistiche ed ambientali  classificate di notevole rilievo n= ei piani di area e prevedere un valido progetto di ricomposizione ambientale. = In questa direzione si allineeranno i pareri sulle autorizzazioni e le concess= ioni espressi dalla Comunità montana in seno alla Commissione tecnica provinciale per le attività di cava, ai sensi della L.R. 44/1982 art= .40.

 

 

INTERVENTO 2: ripristino e miglioramento ambientale

 

     Realizzaz= ione di interventi di ripristino ambientale in collaborazione con il Coordinamen= to di Protezione Civile (interventi da definire annualmente)=

&nb= sp;

FINANZIATORE

CM Brenta

comuni

regione

CE

provincia

privati

Importo da definire annualm= ente in sede di bilancio<= /span>

 

 

 

 

 

&nb= sp;

     Individua= zione di un sito per il deposito e il recupero di materiali inerti

 

     Interessa= mento per l'asportazione dei pali in cemento armato delle linee elettriche dismes= se da Beltrame ed Enel.

 

 

INTERVENTO 3: salvaguardia, recupero e valorizzazione delle rilevanze storiche

 

     Recupero = di un’ulteriore porzione dell’ex Filanda di Carpanè da adib= ire a servizi socio-culturali (museo del recuperante e ampliamento museo del tabacco)

 

FINANZIATORE

CM Brenta

comuni

regione

CE

provincia

privati

TOTALE

IMPORTO

da definire sulla= base di uno specifico progetto

 

 

 

 

     Recupero e valorizzazione turistica delle trincee di Carpanè e della mulattiera= militare del Merlo (intervento a valenza compensativa finanziato dalla ditta Mosole)=

 

FINANZIATORE

CM Brenta

comuni

regione

CE

provincia

privati

 

IMPORTO

 =

 =

 =

 =

 

20.000

 

 

     Segnalazi= one a comuni e privati delle opportunità di finanziamenti pubblici per la realizzazione di interventi di recupero e valorizzazione turistica delle rilevanze di interesse ambientale, storico e culturale.

 

 

 


INTERVENTO 4: salvaguardia, recupero e valorizzazione delle rilevanze ambientali=

 

Completamento dell’itinerario ciclopedonale della Valle del Brenta:

 

     Circuito = Ponte Vecchio di Bassano-Cà Erizzo-Istituto agrario-Tinello-Solagna-Campese-Cà Michiel-Ponte Vecchio di Bassano: completamento del percorso

o       tra via V= olpato e Cà  Michiel

o       tra Sarso= n e Campese

o       tra C&agr= ave; Barzizza e San Bortolo

 

     Valorizza= zione del "Sentiero del Brenta", che prolunga il suddetto circuito fino= ad Oliero e al Subiolo attraverso il sentiero dei borghi di Solagna, la vecchia statale fino al Merlo, la ciclopista Merlo-Carpanè, il sentiero lungoBrenta di Valstagna

 

     Verifica dell’opportunità di realizzare un tracciato alternativo del “Sentiero del Brenta” nel tratto Cavallini-Merlo e del prolungamento nei tratti da Oliero grotte a Tovi e da scuole elementari Valstagna a ponte Subiolo

 

     Circuito = lungo le sponde del bacino di Campolongo, tra loro collegate attraverso il ponte = di Campolongo e la diga di Mignano: tracciato da realizzare completamente, dop= o la costruzione del muro arginale in sponda sinistra a cura dell'ERGA

 

     Collegame= nto a Primolano della Ciclopista Trento-Venezia

&= nbsp;

FINANZIATORE

CM Brenta

comuni

regione

CE

provincia

privati

TOTALE

IMPORTO

 

 

 

 

 

 

350.000

 

     Manutenzi= one dei sentieri escursionistici

 

FINANZIATORE

CM Brenta

Comuni

regione

CE

provincia

C.A.I.

TOTALE

IMPORTO

 

 

1600/an= no

 

 

400/ann= o

2000/an= no

 

     Recupero e valorizzazione turistica del parco delle grotte di Oliero (intervento a val= enza compensativa finanziato dalla ditta Mosole).

 

FINANZIATORE

CM Brenta

Comuni

regione

CE

provincia

privati

 

IMPORTO

 =

 =

 =

 =