Chiesa di S. Giorgio alle Acque
L’edificio si trova nella zona collinare subito a ovest del Castellaro, lungo la strada detta Soarda che porta a S.Michele. Un piccolo corso d’acqua la separa dalla strada e dà un aspetto caratteristico al paesaggio. La porta d’ingresso, sopra cui si apre una tipica finestra a forma di croce che ne denuncia l’antica origine longobarda, è a ovest mentre a est presenta una absidiola. La chiesa, a forma di cuneo, misura all’esterno mt. 6x13, riproponendo le dimensioni delle chiese del territorio anteriori al 1000. L’interno presenta un’aula terminante con un arco trionfale e un’abside con una finestrella a est preceduti da un altare a semplice mensa. L’area presbiteriale è segnata da un gradino ai cui lati si aprono due finestre della seconda metà del 1600, quella a nord ancora originale. La parete nord è decorata con una serie di pregevolissimi affreschi medioevali; altri affreschi si intravedono sulle altre pareti. La chiesa probabilmente sorse su preesistenze romane e paleovenete. Il terreno circostante ha restituito testimonianze longobarde. Il contesto territoriale vede la contiguità della necropoli paleoveneta, del Castellaro e di installazioni di epoca romana. Il primo documento risale al 1202 ed è molto importante perché è l’atto notarile della vendita da parte di Ezzelino il Monaco a Vitaclino Priore di S.Croce di Campese di molti beni in Angarano e in particolare di Foza con la sua montagna. L’edificio vide un ampliamento nel 1500 e altre modifiche nel 1600. E’ in fase di restauro. L’antichità, i cicli di affreschi e ciò che sta emergendo dalle ricerche, la pongono tra i più importanti edifici dell’area bassanese.
Chiesa di S. Eusebio di Angarano
E’ posta sulle pendici della collina di Privà e Sisiello. Dal sagrato si domina la piana sottostante e in particolare il guado di S.Bortolo. Non si sa quando sia stata fondata, tuttavia certamente anteriormente al 1000. Il primo documento risale al 1260 e come Pieve è ricordata nel 1297. L’edificio attuale fu consacrato il 27 luglio 1761.
La giurisdizione dell’antica pieve comprendeva tutto il territorio di Angarano con le cappelle di Valrovina, di S.Michele presso il Silan, di S.Giorgio alle Acque, della SS. Trinità. In particolare apparteneva anche la contrada "in capo al ponte" dove sorgerà poi il convento francescano presso la chiesa di S.Donato. E’ importante la vicinanza al Castello di Angarano e alla necropoli paleoveneta. In tutto il territorio circostante emergono resti romani della tarda età repubblicana e al I e II sec. d.C.; molte sono pure le testimonianze longobarde. Tutto induce a pensare a una notevole antichità della chiesa e recenti scavi hanno messo in luce una antica chiesa biabsidata (sec. VII-VIII d.C.), la chiesa medioevale e il cimitero orientati verso est (gli scavi sono visibili attraverso una copertura appositamente studiata). Tutto ciò contribuisce a capire meglio la storia del territorio e dell’archeologia delle pievi dell'alto medioevo. L’interno è notevole per l’architettura e gli arredi e per lo stile è attribuibile al Miazzi. Notevoli due statue in marmo di S.Benedetto e S.Teresa attribuite a B.Tabacco. Il grande affresco del soffitto che rappresenta l’Assunzione, è del veronese G.Anselmi. Interessante la tribuna dell’organo, originale. Tra gli arredi importante è la croce astile, di raffinata oreficeria rinascimentale. Ci sono alcuni affreschi, iscrizioni commemorative e una meridiana.
Eremo di S.Bovo
E’ posto su un colle di m. 326. La cresta sommitale è di circa m. 54x18 e presenta a ovest un’interessante struttura semicircolare, aperta verso sud, costruita in pietre a secco non squadrate, alta circa 80-100 cm. A est di questo si trova la chiesetta dedicata a S.Bovo, che é rivolta a oriente, e la cella dell’eremita. Vicino si trova un lastrone di roccia, lungo la linea equinoziale, con interessanti graffiti i quali testimoniano di una origine antica della sacralità del posto. Il luogo è stato interessato, vista la sua posizione strategica, da opere di fortificazione durante la prima e seconda guerra mondiale. In particolare delle gallerie attraversano la sommità del colle. Il luogo, oltre alla preziosità archeologica e paesaggistica, era noto intorno al 1800 come "paradiso dei geologi" per i numerosi fossili marini rintracciabili. Ci troviamo infatti su un’antica scogliera corallina dell’Eocene e in prossimità di una antica colata basaltica a sud.
Chiesa di S. Biagio
E’ ancora esistente, ridotta a granaio e fienile, sulla riva destra del Brenta, un po’ più a sud dell’antico guado presso la chiesa di S.Bortolo. Misura circa m. 6x11; la non lontana chiesa di S.Giorgio alle Acque e l’antica chiesa di S.Martino di Campese hanno dimensioni simili. Non sappiamo quando sia stata fondata, ma probabilmente attorno al 1000. Nelle vicinanze si sono trovati frammenti architettonici di età romana e scavi del 1970-72 hanno evidenziato una villa rustica di prima età imperiale. Agli inizi del XII secolo apparteneva ai monaci di S.Floriano in Valle, sotto la diocesi di Padova. E’ vicina alla pieve di Angarano, che però è della diocesi di Vicenza. Ciò fa pensare che anche la chiesa di S.Biagio, che si trova all’incrocio delle vie lungo il Brenta e la pedemontana, sia da ricondurre alla giurisdizione sulle vie del Canale di Brenta (Vallis Solamnea) accordata al vescovo di Padova da Berengario nel noto diploma del 917.
Da un documento del 1175 si apprende che era stata eretta in pieve dal vescovo di Padova in data anteriore al "grande terremoto", cioè prima del 1117.