Chiesa dei santi Nazario e Celso
Attestata nel 1189, ampliata e ristrutturata più volte. Notevoli affreschi di scuola Da Ponte e F.Trivellini. Altare in legno dorato (inizi sec. XVIII). Pala dell’altar maggiore della scuola dei Da Ponte (sec. XVII), pala dell’altare delle Anime di F.Trivellini (1660-1733), soffitto dipinto da G.De Min (1848)
Centrale Guarnieri
Sorge sulla sponda del fiume, in parte su scogli. Occupa la parte sud dell’antica area industriale preesistente di cui rimangono l’edificio della filanda e quello occupato dall’ex magazzino tabacchi ed ex Cartiera Sasso. Il complesso comprende il bacino di carico delle condotte forzate, la spianata dove si trovano le condotte, la centrale con la sala turbine affiancata a una palazzina con gli impianti di trasformazione e una torretta a terrazza coronata di merli. I prospetti sud e ovest sono caratterizzati da serie di grandi finestre scandite da lesene, che vanno dal basamento in conci di pietra a vista al cornicione. L’area Guarnieri è stata interessata per secoli da notevoli attività artigianali e paleoindustriali da quando i nobili veneziani spostarono i loro interessi in terraferma. Alla fine del ‘500 i Cappello possedevano 3 seghe, varie macine da grano e un filatoio di seta. Nel 1676 viene aumentata la portata della roggia Cappello suscitando vivaci reazioni da parte della fraglia dei zattieri, le seghe passano a 8 e si aggiunge un maglio da ferro. Intorno al 1860 G.Guarnieri acquista dai vari proprietari l’intera zona, ma nel 1882 una spaventosa alluvione distrugge la roggia e gli edifici sulla riva, tra cui la sega e il maglio. Nel 1885 si ricostruisce ma per fare un "Magazzino tabacchi" e una centrale idroelettrica, incaricando l’ing. A.Gennari, e si costituisce la "Società di elettricità G.Guarnieri e C.". Durante la prima guerra venne requisita dall’esercito e nel 1921 passa alla SADE. Dopo la catastrofica alluvione del ’66 che sommerse Valstagna, la roggia e i macchinari rimasero inutilizzati.
Opificio Fontana
E’ una testimonianza preziosa degli insediamenti industriali del Canale di Brenta; si trova in località Merlo e molto in basso rispetto alla strada che lo fiancheggia. L’edificio, intorno al ‘700, era costituito da "edifizio per seghe, un secondo per macina da grano, un terzo da filatoio da seta". Era di fronte all’antico porto di Oliero dove le acque dell’Oliero aumentano la portata del Brenta e permettono di alimentare più opifici. Fu acquistato nel 1914 dall’ing. G.Marzotto che però non ne fece niente. Nel 1953 c’era una "Scuola di agricoltura. Nel 1960 passò ai fratelli Fontana e il filatoio divenne un ovattificio che si sviluppava in 3 piani con locali per officine, uffici, magazzini con montacarichi e una casa padronale. Il portone d’ingresso è con cornici di pietra bugnata con un mascherone alla chiave di volta e alcuni stemmi. La casa padronale è a 3 piani più 2 seminterrati, la scala è impostata su volte a botte con gradini e pianerottoli in pietra. Qualche traccia di affreschi.
Piancastello
Ci sono dei ruderi di una costruzione medioevale e resti di rocce lavorate: fra l’altro una conca emisferica scavata in un macigno. E’ un’area funeraria perché sono state trovate diverse tombe ad inumazione del tipo alla "cappuccina", una formata dai soliti embrici a risvolto collocati al suolo.
Casteller di Praventore
C’è una struttura consistente di muro a secco simile ad un "agger".