Cartiera di Oliero

L’edificio sorge sulla riva sinistra dell’Oliero ed è ancora affiancato dalla roggia che animava le ruote idrauliche dell’opificio. Il piano superiore è caratterizzato dalle grandi finestre dell’essicatoio. Di installazione si hanno notizie fin dal sec. XIV. Il 12-2-1391 il priore Lupo, del Monastero di Campese, investe i Benoli, poi Campesani, delle ruote sull’Oliero. Un mulino da grano a tre ruote viene trasformato in cartiera nel 1691 da A.Capello; nel 1732 ha 4 ruote e 2 tini. Dal 1738 al 1768 i Remondini prendono in affitto la cartiera che poi passa ai Parolini. Il Brentari racconta che in essa si fabbricava eccellente carta a mano, assai in uso per registri e uffici, come pure carte colorate. Nel 1878 venne distrutta da un incendio, insieme con la annessa Villa Parolini-Agostinelli e fu bruciato anche l’erbario della flora dell’Oliero. In soli 3 mesi villa e fabbrica furono ricostruite e questa anzi sorse migliore perché fornita di macchinari più moderni. Nel 1928 fu costruito un nuovo ponte e uno sbarramento a valle delle sorgenti, con canale di derivazione per la centrale idroelettrica di Campolongo delle Cartiere Burgo.

Una seconda cartiera del nob. A.Tiepolo era sulla destra dell’Oliero data in affitto ai Remondini che la acquistarono nel 1776. Nel 1861, quando la celebre tipografia venne chiusa, passò ai Prandi di Padaova.

Chiesa di S.Spirito

Fondata intorno al 1221 e ricostruita nelle forme attuali alla fine del sec. XVIII. L’architettura è assai pregevole: la pala dell’altar maggiore è opera di Francesco Da Ponte il Vecchio e altre pale della scuola dei Da Ponte; i dipinti del soffitto e delle pareti sono del Graziano; una testimonianza preziosa e rara è il tabernacolo a muro appartenente all’antica chiesa del secolo XII. All’esterno c’è una lunetta con un affresco raffigurante Cristo morto sorretto da 2 angeli, con sopra lo Spirito santo a forma di colomba, attribuito a Francesco Da Ponte il Vecchio (sec. XVI). Sulla parete dell’abside verso il Brenta sono collocate 2 tabelle con inciso i livelli raggiunti dal Brenta nelle piene del 1748 e 1882.

Chiesa di S. Antonio abate

Fondata probabilmente nella metà del sec. XV. L’attuale edificio risale al 1757-1779. All’interno conserva una pregevole Pala di J. Da Ponte raffigurante la Madonna e S.Giuseppe in atto di adorare Gesù Bambino. I dipinti del soffitto del coro e della chiesa e delle pareti sono opera di Mingardi (Padova) e Zanetti-Fabris (Marostica). Altre opere: Altare del Crocefisso intagliato in legno (1854), Statua della Madonna della neve (sec.XVII).

Casa dei Venier

Contigua alla chiesa di S.Gaetano. Alla fine del 1600 la famiglia Venier costruì una roggia che animava innumerevoli ruote idrauliche che servivano un maglio da ferro, un opificio da seta, mulini e una cartiera, che però pare non entrò in produzione. E’ un edificio a pianta rettangolare a 4 piani, al piano terra solaio a volta, muratura e scale in pietra. Eleganti il portone d’ingresso con sagoma in pietra e il ballatoio in pietra con colonnine sagomate; ha una piccola corte selciata.

Tipografia Ferrazzi

Sul ponte Frenzela del lungo Brenta. Graziosa loggetta sulla facciata sud che guarda il torrente. Dal 1885 fino all’alluvione del 1966 era casa editrice di testi scolastici locali. Unica tipografia tra Bassano e Borgo Valsugana.

Pietra del Bando

Bassa colonna mozza posta vicino all’orologio della piazza; vi saliva il banditore per leggere editti e fare comunicazione al popolo. A ricordo di scontri tra contrabbandieri e finanzieri.

Contrà Torre

Caratteristica scalinata in vista dei "Calieroni".

Crep de La Lora

Caverna con tracce di fortificazioni; probabilmente fornita di artiglieria durante la guerra di Cambrai. Posto in alto in modo da controllare il ponte di Rialto.

Covaletto veneziano

Caverna sovrastante la contrada della chiesa; è caratterizzata da un muro difensivo di sbarramento. Basso medioevo.