BENVENUTI
IN VALBRENTA
A due passi da Bassano, vicinissima
ai grossi centri della pianura veneta, la valle del Brenta non
è soltanto la più comoda via di transito verso
il Trentino ed il nord Europa. E' anche possibilità di
relax, di assaporare un attimo di tranquillità godendo
delle numerose opportunità di svago che la gente ospitale
ed il meraviglioso ambiente naturale della valle ci offrono:
le manifestazioni agrituristiche e folcloristiche, tra le quali
ricordiamo, famosissime, la processione in costume biblico a
Pove, il palio delle Zattere a Valstagna ed il palio delle contrade a Romano;
il fiume a tratti calmo, a tratti impetuoso, dove scivolano leggere
le canoe e la cui pescosità accontenta i numerosi appassionati
della lenza; la pace dei paesi allungati sulle rive, dove d'estate
vengono a godersi il fresco gli accaldati abitanti della prospiciente
pianura; le lunghe file dei terrazzi, un tempo coltivati a tabacco,
che scandiscono con i loro muri a secco i ripidi pendii a ridosso
delle alte pareti dolomitiche a strapiombo fino al ciglio degli
altipiani.
Non a torto i bassanesi, ma
anche padovani e veneziani qui attratti dalla facilità
e velocità delle comunicazioni sia stradali che ferroviarie,
considerano la valle del Brenta ed il Grappa la loro montagna
di casa, una specie di grande parco suburbano attrezzato per
i loro sports preferiti: oltre alla pesca e alla canoa, il ciclismo,
lescursionismo e l'alpinismo su roccia, il volo a vela
con i deltaplani, lo sci da pista e da fondo escursionistico.
Ma anche chi ama assistere
alle numerose manifestazioni organizzate dagli appassionati di
questi sports particolari, o semplicemente godersi un attimo
di pace e tranquillità, trova qui un'atmosfera ed un ambiente
rilassanti. Una grossa attrazione turistica costituiscono infine
le famosissime grotte di Oliero, dalla stupenda cavità
tappezzata di stalattiti e colate calcaree, cui si accede in
barca dopo essere passati sotto le ombrose piante del parco che
le attornia.
La stessa natura qui elargisce
a piene mani prodotti che l'opera dell'uomo ha poi ingentilito
e messo a coltura; i marroni Doc, l'olio extravergine della zona
collinare, il miele della vallata, le ciliegie e le amarene,
i formaggi delle malghe montane, i funghi di bosco e coltivati,
gli allevamenti di conigli e di trote.
L'anima artistica della gente
si esprime poi in alcune forme di artigianato che affondano le
proprie radici nell'antica storia economica e culturale della
zona: la ceramica e le porcellane, i mobili d'arte, il ferro
battuto, la lavorazione del marmo.
GLI ITINERARI TURISTICI
Le colline bassanesi
Dallo storico "ponte
vecchio di Bassano", lungo la destra del Brenta incontriamo
successivamente la villa Ca' Michiel, la pieve di Sant'Eusebio,
il monastero di Santa Croce e la chiesetta di san Martino a Campese.
Le colline di Bassano ci riservano poi amenissimi scorci d'ambiente
tra le secolari piante di castagno, gli olivi ed i ciliegi.
Il Canal di
Brenta
Partiti dalla bella conca
di Solagna (lastra tombale di Ezzelino il monaco, romitorio e
creste di San Giorgio), lungo la statale per Trento si transita
per San Nazario e Carpanè (centrale Guarnieri: bell'esempio
di architettura protoindustriale), in vista di ampie zone terrazzate,
per giungere infine nell'anfiteatro dolomitico di Cismon, dominato
da un'arditissima guglia rocciosa. Verso Primolano la valle si
trasforma in un'angusta gola, fortificata fin dal tempo dei romani:
ben visibile sulla roccia a picco il covolo Butistone ed i più
recenti forte Tombion e Tagliata della Scala. Scendendo per la
strada in destra Brenta, allungata sulla sponda del fiume ecco
Valstagna con i suoi secenteschi palazzotti veneziani; notevole
la "Cala' del Sasso", scalinata di 4444 gradini in
pietra che congiunge la valle all'altopiano; numerose le gare
di canoa nel periodo estivo: Ad Oliero, famosissime le grotte
ed il parco del Parolini. Ultima tappa Campolongo, dove ancor
oggi sopravvive la tradizionale coltivazione del tabacco.
La pedemontana
del Grappa
Giungendo da Ca' 7 lungo la
statale Cadorna, Romano ci accoglie con la stupenda villa Ca'
Cornaro, circondata da un vastissimo parco. Notevole il colle
di Dante, antica sede del castello ezzeliniano. Alle spalle del
paese la valle di santa Felicita si interna rupestre nel massiccio
del Grappa; al suo termine la palestra di roccia, una delle più
frequentate del Veneto. Per la strada pedemontana in breve all'aprica
conca di Pove, verdeggiante di olivi, sovrastata dalla mole del
Cornon, anch'esso sito di fortezze ezzeliniane. Visita al museo
dello scalpellino povese.
LE PASSEGGIATE
Le passeggiate che seguono
sono state scelte per portarvi a visitare i luoghi più
caratteristici della valle del Brenta, con itinerari assolutamente
facili e fattibili con calma nel giro di un paio d'ore (al massimo
45 minuti di salita non impegnativa). Proprio per questo li consigliamo
alle famiglie per una simpatica scampagnata o il picnic domenicale.
Cismon - La
Gusella
Ardito pinnacolo di roccia, la Gusella sovrasta il paese di Cismon,
di cui Costituisce il simbolo. Dalla piazza del municipio, passando
sotto un portico, la mulattiera selciata sale a raggiungere la
sella che separa la Gusella dalla retrostante montagna, dove
troviamo un caratteristico capitello ad arco.
Costa - L'antica
strada 
Dal lungo brenta si sale per la scalinata che porta alla chiesa
e si continua a sinistra per la viuzza che si inoltra tra le
case. Il sentiero prosegue a mezza costa, fino a contrada Cavai,
da dove si può ritornare per la strada normale.
Valstagna
- Il Covolon
Da Valstagna si prosegue verso nord per un paio di chilometri
fino allo sbocco della Valgadena (indicazione). Parcheggiare.
Si prosegue a piedi lungo la strada, asfaltata nel primo tratto,
poi bianca, e che infine si trasforma in sentiero, fino ad arrivare
al Covolo, un grandioso antro di roccia utilizzato dagli speleologi
per le loro esercitazioni. Volendo, si può continuare
lungo il sentiero che continua sul fondovalle, al cospetto di
imponenti pareti rocciose alte diverse centinaia di metri, nella
speranza di scorgere l'aquila che vi nidifica.
Valstagna
I terrazzamenti
Lasciata la macchina in paese, si prende la strada che si stacca
a sinistra in ripida salita un centinaio di metri dopo la chiesa.
Dopo altri cento metri, ancora a sinistra, qualche gradino in
cemento porta a prendere il sentiero che sale in direzione della
contrada abbandonata dei Mattietti. Al bivio, a destra. Magnifica
la veduta dall'alto dei vari terrazzamenti e delle case aggrappate
alla roccia. il sentiero prosegue in quota fino alla successiva
valletta, per la quale si scende fino alla strada asfaltata che
riporta alla partenza.
Valstagna
- La Cala' del Sasso
Parcheggiare al primo tornante della strada che da Valstagna
porta a Foza. A piedi si prosegue per la stradina bianca di fondovalle
fino all'inizio della Calà del Sasso, una mulattiera a
scalini (4.444!) che in un'ora e mezza porta al ciglio dell'altopiano
dei Sette Comuni. Sarà interessante percorrerne almeno
il primo tratto, fino alla gola denominata "gli stretti".
Oliero - Il
Parco delle Grotte
Nel parco delle Grotte di Oliero si snoda un sentiero naturalistico
autoguidato con tabelle illustranti i vari aspetti della natura
e dell'ambiente della Valbrenta. Dopo alcuni tornanti, si incrocia
un sentiero pianeggiante che si segue verso sinistra, per scendere
infine lungo la mulattiera che riporta in piazza ad Oliero. Una
volta conclusa la passeggiata, non mancate di visitare le Grotte
di Oliero. Nella grotta Parolini si può entrare in barca
a visitare il laghetto sotterraneo e, scesi all'imbarcadero interno,
la sala della colata di alabastro, dominata da un'enorme cascata
di stalattiti.
San Nazario
- Pian Castel
Parcheggiare in centro a San Nazario. A nord del paese, in corrispondenza
di un incrocio sbocca, la Valduga. Se ne percorre il fondo lastricato
fino ad un bivio. A destra, seguire il sentiero fino a Pian Castel:
qualche casa su un piccolo pianoro di prati affacciato sulla
Valle, anticamente sede di un "CastcHiere", avamposto
di epoca romana.
Campolongo
- Cappella degli Alpini
Lasciata l'auto in piazza a Campolongo, ci si inoltra tra le
case a monte. All'inizio della strada che sale verso la montagna,
un sentiero si stacca a destra salendo alla ben visibile cappella
degli alpini. Il sentiero continua fino a raggiungere alcune
case e, traversando con breve salita un bosco di castagni fino
ad una casetta, prosegue verso sud a raggiungere la mulattiera
principale, da cui in breve al paese.
Solagna
- San Giorgio
A Solagna seguire le indicazioni per San Giorgio. Parcheggiare
sul piazzale allo sbocco della Val dei Ponti. La strada asfaltata
prosegue ancora per qualche centinaio di metri e porta a prendere
il sentierino che conduce al poggio panoramico dov'è situata
la chiesetta di San Giorgio.
Pove - Il
Sacello del Cornon
Dalla chiesetta di San Pietro a Pove, via Cornon sale rapidamente
fino al capitello di San Giuseppe. Qui comincia la bella mulattiera
che porta al sacello della Madonna del Cornon. Al ritorno si
prende il sentiero che, dal sacello, abbandonata la mulattiera,
si dirige verso ovest, scendendo quindi a raggiungere contrada
Albertoni, a due passi dal centro.
Romano - La
Palestra di roccia
Da Romano alto si prende la statale del Grappa fino ad un capitello,
da cui si stacca, sulla destra, la strada che porta in Valle
Santa Felicita. Parcheggiare sulla spianata vicino al ristorante
"Dalla Mena". La stradina si inoltra nel fondovalle
fino alla palestra di roccia, molto frequentata dagli alpinisti
per i loro allenamenti. Si può proseguire fino al termine
della valle, dove lo "Scalon" dà inizio al sentiero
che porta a Campo Croce.
Bassano -
Romitorio di San Bovo
Dall'antica pieve di S. Eusebio, seguendo le indicazioni per
il ristorante Castellaro, una stradina e poi un sentiero contornano
la collina di Privà. Giunti sulla strada asfaltata, la
si attraversa e si prosegue per un sentiero fino al romitorio
di San Bovo, affacciato sulla Valbrenta. Ritornati alla strada,
per questa si prosegue fino al borgo di Privà, da cui
un sentiero selciato riporta al punto di partenza.
Bassano -
La Valle del Silàn
Dalla pizzeria di San Michele ci si inoltra lungo la valle. Al
termine della contrada si costeggia il torrente; poco dopo ha
inizio una bella mulattiera lastricata. Al primo tornante una
breve deviazione porta al cospetto delle cascate del Silàn,
che scendono spumeggianti all'interno di un'ombrosa forra. La
mulattiera sbocca infine su una stradina sterrata; percorrendola
verso sinistra si giunge in breve a Valrovina; andando invece
a destra, dopo aver attraversato, poco oltre, la strada che porta
da Bassano a Valrovina, si può prendere la stradina che
porta a Privà, bel punto panoramico sulla pianura.
IL SENTIERO
DEL BRENTA
Dal ponte vecchio di Bassano
(lato sponda sinistra), si costeggia il Brenta verso nord. Risalendo
per vicolo Margnan, si giunge alla strada che, sempre verso nord,
passa davanti il convento dei Cappuccini e Ca' Erizzo. Dalla
Centrale, il percorso diventa sentiero e raggiunge Solagna. Abbandonando
la sponda del Brenta, attraversa le pittoresche contrade solagnesi
fino a scendere, in loc. Cavallini, sulla vecchia statale (ora
tranquilla strada secondaria). I ciclisti possono evitare questo
tratto attraversando il centro di Solagna; è comunque
prevista la continuazione del percorso lungo la sponda del Brenta
da Solagna alla diga di Mignano.
Al Merlo di San Nazario si abbandona la strada e si prende la
pista ciclabile fino a Carpanè. Attraversato il ponte
sul Brenta, si torna verso sud lungo la passeggiata che porta
fino alla zona industriale di Oliero. Qui è prevista la
continuazione del percorso lungobrenta. Per il momento si sale
alla provinciale e la si attraversa per prendere il sentiero
che sale alla contrada Tovi. Ridiscesi sulla provinciale, si
torna qualche decina di metri verso nord a prendere il sentiero
che scende sulla sponda.
Qui la passeggiata riprende lungo il fiume fino ad arrivare al
canale scolmatore della centrale di Campolongo. Si percorre la
provinciale per breve tratto e si torna a scendere sulla riva
prendendo la prima strada a sinistra (indicazioni C.E.R.C.A.).
Lungo la sponda si arriva alla diga del Mignano.
Percorso un breve tratto sulla Campesana, alla Casona si prende
il sentiero che, dopo brevissima salita, procede in quota attraverso
le contrade campesane. Raggiunta la sorgente della Rea, si scende
lungo il torrente fino al monastero di Santa Croce. Da qui il
sentiero prosegue lungobrenta fino a Cà Michiel, con una
breve interruzione tra l'ex conceria Finco e il Vallison, in
cui il tracciato è di imminente riapertura.
Da Cà Michiel si torna al ponte vecchio di Bassano per
stradine secondarie; anche in quest'ultimo tratto si prevede
comunque la sistemazione del percorso (già ora percorribile,
ma con qualche difficoltà).
LE ESCURSIONI
La Valle del Brenta, per il
suo ambiente dirupato e selvaggio, è il terreno ideale
per escursioni avvincenti e non difficili.
Tra le numerose possibili, suggeriamo tre percorsi ad anello
che possono dare una visione d'assieme della zona nei suoi aspetti
di maggiore interesse.
- Valstagna (sent. 778: Calà
del Sasso) Sasso (sent. 800) Col d'Astiago Malga Pozzette (sent.
773) Oliero di sopra
- San Nazario (sent. 38) Col
Fenilon Col Moschin (sent. 36) San Nazario
- Cismon (sent. 13) Forcelletto
(sent. 10) Cismon
LANELLO
DELLA VALBRENTA 
Attraverso le zone più
suggestive della Valbrenta e dei monti che la circondano si svolge
un itinerario escursionistico che in cinque tappe percorre circa
settanta chilometri di sentieri e mulattiere.
I punti tappa sono numerosi
e permettono di variare a piacimento la percorrenza giornaliera.
Molti sono i paesi toccati in cui è possibile approvvigionarsi
di viveri: non servono pertanto scorte di cibo e tendina, gli
zaini sono più leggeri ed è possibile entrare in
contatto più diretto con la vita quotidiana dei valligiani.
La linea ferroviaria Venezia
- Trento e le autolinee F.T.V. consentono un veloce spostamento,
in caso di necessità, da una località all'altra
della valle.
L'itinerario che di seguito
proponiamo è interamente segnato con il simbolo internazionale
bianco - rosso e facilmente percorribile da aprile ad autunno
inoltrato
Prima tappa: Cismon - Enego
- Costa
Dislivello m. 640 - ore 5.30
Dalla stazione ferroviaria
di Cismon del Grappa ci si dirige verso Sud. Appena oltrepassato
l'albergo "Alla Posta", una stradina porta fino alla
passerella sul Brenta. Al termine di questa si prende a destra
fino alla pizzeria "Cornale". Da qui si inizia il sentiero
della Piovega (n. 791) che conduce in un paio d'ore ad Enego.
L'antica mulattiera costituiva un tempo il più importante
accesso alla Valle di questo paese, facente parte dei Sette Comuni
dell'Altopiano. Si prosegue per i piccoli borghi di Val di fabbro
e Coste fino a giungere a Valgoda, ultima frazione servita dalla
strada; per un breve tratto questa si affaccia all'orlo della
parete incombente su Cismon, 600 metri più in basso. Da
Valgoda si scende verso valle per il primo tratto del sentiero
n. 789 quindi, ad un bivio, si prosegue per il n. 787 costeggiando
lungamente il fianco della valle. Si scende infine a Costa San
Marino dove si può pernottare alla locanda all'Impero
(tel. 0424/92245) o alla pizzeria "Tre volti" (tel.
0424/92119).
Seconda
tappa: Costa - Valstagna
Dislivello m. 334 - ore 3.30
Lunga e suggestiva attraversata
per la zona dei terrazzamenti. Dalla chiesa di Costa si prende
la mulattiera che, a poca distanza dalla strada comunale, fiancheggia
la Valle incontrando diverse contrade ora abbandonate. incrociata
la strada asfaltata a contrada "Cavài", la si
segue fino a Giara Modòn. Tra le case di questultima
il sentiero si inerpica portando in quota nella zona dei terrazzamenti
più alti. Da qui in avanti si prosegue in un continuo
saliscendi toccando vecchie case abbandonate, con scorci impressionanti
sulla Valle sottostante. Il sentiero ha come simbolo indicativo
un triangolo rosso con un punto bianco allinterno. Giunti
a Valstagna è possibile pernottare all'albergo "Calieroni"
(tel. 0424/99356) o alla locanda "Da Martin" a Carpané
(tel. 0424/99859).
Terza tappa: Valstagna - Oliero
- Solagna
Dislivello m. 432 - ore 4.00
Da Valstagna, saliti per la
contrada Torre, si prende la provinciale per Foza fino al primo
tornante, dove si prosegue per il fondo valle della Val Stagna.
Al fondo inizia la famosa Cala' del Sasso, che si segue per il
primo tratto (sent. n. 778), deviando quindi a sinistra. Il sentiero
attraversa lungamente il franco della Valle incontrando numerose
borgate abbandonate. Elevato anche I'interesse naturalistico
della zona, sia floristico che zoologico, culminante ad Oliero
con la visita alle Grotte. Da questa località si prosegue
per breve tratto fino al posto tappa di Contarini (locanda Da
Zortea tel.0424/558164) oppure fino a Solagna (Albergo Cavallini
tel. 0424/558005).
Quarta
tappa: Solagna - Finestron
Dislivello m. 1176 - ore 5.00
Da Solagna la mulattiera segnata
col n. 48 porta in un paio d'ore a Campo Solagna (m. 1014) magnifico
belvedere sulla Valle sottostante. Da qui inizia il sentiero
di cresta n. 40, che percorre tutta la dorsale dei Colli Alti
(Col del Gallo, Col Raniero, Col del Fagheron, Col del Fenilon,
Col d'Anna e Col Caprile) fino alla località Finestron,
così chiamata per l'impressionante veduta "a picco"
sul paese di Cismon. Il pernottamento è possibile alla
vicina locanda "Al Lepre" (tel. 0424/559047); eventuali
punti tappa intermedi all'Albergo Miravalle a Campo Solagna (tel.
0424/556000) o all'Albergo San Giovanni al Col Fagheron (tel.556008).
Durante il percorso si incontrano numerose malghe presso le quali
è possibile far provviste di formaggio ed anche un piccolo
spuntino.
Quinta tappa: Finestron -
Cima Grappa - Cismon
Dislivello, m. 525 - ore 5.00
La tappa percorre la dorsale degli Asoloni fino a Cima Grappa
(sent. n. 20) per poi scendere per una vecchia strada militare
fino al Forcelletto (sent. n. 10). Si raggiunge quindi malga
Fiabernù aggirando sulla sinistra il Col di Buratto per
uno stradello forestale per poi proseguire lungo il crinale di
Coi dei Prai fino alla località La Rotonda, da dove il
sentiero scende fino al fondo della Val Goccia. Aggirata per
una caratteristica mulattiera lastricata la Gusella di Cismon,
un ardito pinnacolo di roccia sorgente proprio in mezzo alla
valle, si raggiunge in breve Cismon. Qui, come per la prima tappa,
si può pernottare alla locanda "Alla Posta"
(tel. 0424/92122), da Ferronato (tel.0424/92121) o al Forte Tombion
(tel. 0424/92130), Eventuale posto tappa intermedio al Rifugio
Scarpon, poco sotto Cima Grappa (tel. 0424/559060).
PEDALANDO
SULLE SPONDE DEL BRENTA
Dalla
stazione di Bassano, dopo una visita al centro storico, si attraversa
il Brenta sul famosissimo ponte in legno dedicato agli alpini.
Poco oltre ha inizio la strada "Campesana", sulla quale
si snoda il nostro itinerario. Tra le rilevanze storiche e monumentali
che si possono notare lungo il percorso, segnaliamo la villa
palladiana dei conti Bianchi Michiel a S. Eusebio, il monastero
di Santa Croce a Campese, con la tomba del poeta maccheronico
Teofilo Folengo, e le chiese dei vari paesi, che contengono opere
pregevoli del Da Ponte. Ma è l'ambiente naturale ed il
paesaggio che costituiscono il motivo di principale interesse
dell'itinerario. Innanzitutto il fiume Brenta, che con la sua
fresca corrente mitiga il clima; a Valstagna si possono seguire
le evoluzioni delle canoe, che qui si affrontano in numerose
gare, anche di livello internazionale. Le grotte di Oliero, la
cui visita, passando attraverso l'ampio parco, ci condurrà
in barca su di un ampio lago sotterraneo ad ammirare le stalattiti
pendenti dalla volta della caverna. I terrazzamenti, mastodontiche
gradinate di pietre a secco che sostengono i campi un tempo coltivati
a tabacco, su cui le contrade sembrano il fondale di un immenso
presepio. Le alte pareti rocciose dei monti che chiudono ai lati
la valle, dando la sensazione di trovarci in un grande canyon.
Dopo aver attraversato gli abitati di Campese, Campolongo, Oliero,
Valstagna e Costa, poco dopo Collicello una passerella ciclabile
ci permette di riattraversare il Brenta per raggiungere la stazione
di Cismon. Chi volesse abbreviare l'itinerario potrà raggiungere,
attraverso i vari ponti sul Brenta, la stazione di Solagna da
Campese, di Carpanè da Valstagna, di San Marino da Costa.
L'itinerario proposto ha una lunghezza di Km. 21. Essendo pressoché
pianeggiante, è adatto a tutti.
I MUSEI
I musei del tabacco
e del recuperante
Nella seconda
metà dei seicento iniziava in Valbrenta la coltivazione
di una pianta esotica che doveva rivoluzionare nel giro di pochi
anni l'economia e l'aspetto stesso della valle: il tabacco.
Il privilegio della coltivazione concesso dalla Serenissima fece
sì che i nostri coltivatori, esauriti i pochi campi pianeggianti
dei fondovalle, iniziarono a sistemare a gradoni i pendii dei
monti circostanti, realizzando quelle mirabili opere di fatica
e di ingegnosità che sono i terrazzamenti.
Di pari passo con l'estendersi della coltivazione andò
pure l'affinamento delle caratteristiche del tabacco locale che
diventò a poco a poco una varietà ben distinta,
il "nostrano del Brenta", selezionata dal particolare
ambiente della valle.
Sotto il Regno d'Italia, l'eccessiva fiscalità ed il basso
prezzo pagato dal monopolio finirono per far esplodere il fenomeno
dei contrabbando: mille stratagemmi furono allora inventati per
sottrarre piante e foglie ai vari controlli, mentre una caccia
senza tregua tra finanzieri e contrabbandieri si svolgeva sui
costoni delle montagne.
Per ricordare tutte le fatiche, i sacrifici, le speranze e, sovente,
la disperazione della gente della Valbrenta nel coltivare questa
pianta, fonte quasi unica di sostentamento e di vita nella nostra
zona, la Comunità montana dei Brenta ha allestito il "Museo
dei tabacco".
Nel museo hanno trovato collocazione i vari attrezzi utilizzati
per la coltivazione ed è stato ricostruito un tipico ambiente
per la "cura" e la lavorazione. La mostra "il
tabacco in Valbrenta: storia e coltivazione" presenta una
serie di manifesti e lettere documentanti la particolare attenzione
che i governi coi tempo succedutisi dedicarono questa coltura
"strategica"; a questa sezione seguono gli acquerelli
dei pittore valstagnese Ettore Lazzarotto, che non solo illustrano,
ma ricostruiscono con fedeltà storica le varie fasi della
coltivazione dei tabacco come venivano effettuate nella nostra
Valle.
Il museo del
recuperante, allestito grazie all'acquisizione della collezione
di armi, granate e buffetteria militare di un vecchio recuperante,
racconta l'epopea dei disperati che, per sopravvivere, a rischio
della vita, raccoglievano i pregiati metalli rimasti sui campi
di battaglia delle nostre montagne.
Il centro museale, che si trova a Carpanè di San Nazario
nei pressi della sede della Comunità montana dei Brenta,
è aperto per la visita il sabato e la domenica dalle 15
alle 18. Per gruppi organizzati e scolaresche su appuntamento.
L'entrata è gratuita.
Ulteriori
notizie...
Il museo dello scalpellino
a Pove
La figura dello scalpellino è emblematica di tutto un
mondo ormai passato, ma ancora vivo nella memoria dei povesi
più anziani. Era un mondo fatto di dura necessità
e di fatica e tuttavia ricco di passione, di abilità e
di creatività.
Nel
1985 l'amministrazione comunale di Pove ha voluto raccogliere
per le nuove generazioni le memorie di questo mondo artigianale,
istituendo il Museo dello Scalpellino, intitolato allo scultore
povese Antonio Bosa.
Nella civica raccolta, a cui
hanno contribuito le generose donazioni di privati cittadini,
appaiono foto d'epoca che illustrano figure di scalpellini e
di cavadori colti sul lavoro a Pove o all'estero, oppure in posa
accanto a monumenti da loro costruiti o restaurati; altre foto
ci mostrano interni di laboratorio e maestranze di ditte povesi.
Sono inoltre esposti vari arnesi del mestiere: scalpelli e martelli,
"ponciotti", bocciarde, punte, trapani, squadre, compassi,
un "violino" per forare il marmo, aste graduate, seghe;
ramponi per camminare sul ghiaccio, catene usate nel trasporto
dei blocchi di marmo, un modellino di slitta. Si possono anche
ammirare disegni progettuali di altari e di documenti vari, esempi
di ornati, qualche modello in gesso, alcune sculture di autori
dei nostri giorni.
Sede: Biblioteca Civica, via
Marconi - Pove
Tel.0424/80659 - fax (c/o Municipio) 809088
Orario: lunedi e venerdì 14,30 - 18,30; mercoledi 15.00
- 19.00
Ingresso libero.
Il museo di speleologia
e carsismo a Oliero
Il Museo ha sede su una parte dei locali restaurati della ex
cartiera Burgo, prima Cartiera Remondini, all'ingresso del parco
delle Grotte di Oliero. Un luogo suggestivo sia per la sua storia
che per il verde e rigoglioso parco che lo circonda, in parte
creato dall'illustre naturalista bassanese Alberto Parolini nella
prima metà del 1800, tra l'altro primo esploratore delle
Grotte di Oliero.
Da decine di anni i gruppi speleologici della nostra regione,
lavorando nelle aree montane e collinari; hanno esplorato, studiato
e censito centinaia di grotte, contribuendo così alla
conoscenza del nostro territorio. Il museo di Oliero rappresenta
quindi un approdo nel quale sono state convogliate tutte le conoscenze
acquisite in tutti questi anni di ricerca speleologica.
In un percorso esplorativo le mostre e i plastici guidano il
visitatore alla scoperta dell'affascinante mondo sotterraneo
e dei suoi misteri.
Diorami di grotte e plastici interattivi costituiscono l'aspetto
più suggestivo. E
poi, in un susseguo di immagini, testi colori e altre piccole
rappresentazioni tridimensionali, trovano posto nel Museo esposizioni
dedicate alla geologia della nostra regione e al carsismo.
Una mostra permanente relativa
al complesso delle grotte sorgenti dall'Oliero introduce il visitatore
ad uno dei più importanti sistemi carsici d'Italia e alla
speleologia subacquea.
L'esposizione dedicata all'archeologia e usi antropici delle
cavità dal paleolitico ad oggi illustra alcuni dei più
caratteristici siti rinvenuti e studiati nella nostra regione.

Ed infine i rilievi, le informazioni
speleo-scientifiche di alcune tra le più importanti grotte
del Veneto, un'esposizione sull'attrezzatura e le tecniche esplorative
della speleologia dal suo nascere ad oggi suscitano la curiosità
di chiunque voglia conoscere il patrimonio di grotte della nostra
regione ed avvicinarsi al mondo di questa disciplina e scienza
che spesso è avvolto da misconoscenze.
Il materiale esposto si articola
su varie mostre didattiche ed espositive, con plastici e collezioni
naturalistiche. Si va dalla speleologia alla biospeleologia,
dalle grotte di Oliero alla storia delle esplorazioni dei Cogol
deí Veci e Cogol deí Siori, dal rapporto tra carsismo
e idrologia all'inquinamento nel mondo ipogeo, al catasto delle
grotte nel Veneto ed alle tecniche esplorative.
Piante, didascalie, stampe e fotografie illustrano il Covolo
di Butistone, una grotta fortificata all'ingresso della Valbrenta.
Ricca la collezione di conchiglie di molluschi marini, di terra
e di acqua dolce del Veneto, dono dello zoologo austriaco Heimut
Nisters. Inoltre, fossili che vanno dal Paleozoico al Quaternario
e concrezioni e cristalli di calcite e quarzo. Per gli studiosi
una ricca biblioteca informa sulla speleologia, il carsismo e
i fossili.
Apertura:
- Aprile, maggio, ottobre e
novembre: tutte le domeniche dalle 14.30 alle 19.00
- Giugno, luglio e settembre:
domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30
- Agosto: tutti i giorni dalle
9.30 alle 12.30 e dalle 14,30 alle 19.00
Per informazioni telefonare
a 0423/567932 - 0424/99564 oppure 0424/92211 - fax 0424/99106
Il museo organizza visite guidate per gruppi scolastici nei giorni
feriali previo appuntamento.
Il museo etnografico
del Canal di Brenta
Chi si trovi a passare per il Canal di Brenta rimane colpito
soprattutto da due elementi che connotano fortemente il paesaggio:
il fiume Brenta, sulle cui acque spesso volteggiano agili canoe,
e le montagne, trasformate da un lavoro immane degli uomini in
terrazzamenti (masiére) per la coltivazione del tabacco.
Acqua e legname, pietre e tabacco hanno segnato con la loro presenza
i ritmi di lavoro e l'esistenza quotidiana delle popolazioni
locali per diversi secoli.
Il Museo del Canal di Brenta presenta il risultato di un lungo
lavoro di ricerca di carattere storico, geografico ma soprattutto
antropologico realizzato nel comune di Valstagna e in quelli
limitrofi.
Il Museo è suddiviso in due sezioni espositive. La prima
sezione è dedicata al fiume Brenta, importante arteria
di comunicazione con la pianura veneta, sulle cui acque transitavano
annualmente migliaia di tronchi. Il Brenta ha giocato un ruolo
importantissimo nella vita quotidiana delle popolazioni rivierasche:
fonte di alimentazione per l'abbondanza dei pesce che vi si pescava,
luogo per lavare i panni, per raccogliere sassi da costruzione
e legna da ardere durante le piene, teatro di divertimenti, ma
anche di eventi tragici, per le alluvioni che hanno spesso sconvolto
il paesaggio distruggendo ponti, argini e case.
Oggi il ruolo dei fiume è cambiato, ma il legame tra il
fiume e la comunità rimane forte: la pesca continua ad
essere una passione diffusa e il turismo sportivo porta ogni
anno guizzanti canoe tra i suoi flutti, che hanno visto nascere
alcuni campioni olimpionici e mondiali.
La seconda sezione espositiva comprende due percorsi: il primo
parte da un'illustrazione sintetica dell'uso delle risorse silvo-pastorali
e si organizza intorno al tema della coltura intensiva del tabacco,
introdotto nella zona nel secolo XVII, e al sistema di relazioni
di carattere economico e sociale che ne derivano. Il crollo della
coltivazione dei tabacco nel secondo dopoguerra, causato dalla
concorrenza dei prodotti di pianura e di importazione, la difficoltà
della meccanizzazione delle colture e l'infuriare della Peronospora,
favorì l'intensificarsi dell'emigrazione e il conseguente
abbandono dei terrazzamenti coltivati, con forti ripercussioni
ambientali e sociali.
Il secondo percorso documenta le modalità di trasformazione
radicale dei versanti dovuta allo sviluppo della coltura intensiva
dei tabacco. La necessità di ricavare terra per le coltivazioni
spinse la popolazione a scolpire i fianchi delle montagne fin
quasi sulla sommità per ricavarne superfici terrazzate,
determinando importanti mutamenti a livello paesaggistico ed
insediativo.
Una fornita biblioteca si sviluppa in quattro saloni adiacenti
alla prima sezione espositiva del museo. Raccoglie una documentazione
bibliografica organica e una collezione fotografica di interesse
locale. Studiosi e ricercatori possono usufruire di aule studio
con postazioni informatiche.
Il museo si trova a Valstagna nella sede di Palazzo Perli.
ORARI APERTURA: tutti i pomeriggi (escluso il lunedì)
dal 1/06 fino ai 30/09 16.00 -18.00. lnfo: Museo Canal di Brenta
(Tel. 0424.99891).
Il museo d'arte "Visentin"
Gianni Visentin, affermato
scultore, espone le proprie opere in uno studio-museo allestito
a a Carpanè di San Nazario, a poche decine di metri dalla
stazione ferroviaria
Le opere esposte sono ispirate al movimento "Arte positiva",
fondato da Visentin una decina d'anni fa. Con questa iniziativa
l'artista propone una riflessione su temi di attualità,
quali l'ambiente, la famiglia, i valori spirituali che sembrano
messi da parte, ma dei quali si sente l'esigenza.
Tra le opere vi sono una copia della "Libertà nera",
consegnata all'ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan,
la "Fraternity", le cui copie andarono in dono ai governi
americano e russo, prima del crollo del muro di Berlino, l'originale
del piatto realizzato in occasione del 1983, l'Anno Santo e presentato
al Santo Padre, il "Vento dell'Europa", che giganteggia,
in copia, davanti al Parlamento di Strasburgo e il cui originale
è esposto all'ospedale San Bassiano.
Gianni Visentin espone anche la documentazione relativa alla
prima guerra del Golfo e alla consegna, avvenuta nel 1991, all'allora
presidente dell'Iraq Saddam Hussein, dell'opera "Riconciliazione".
Le altre opere che trovano posto nel museo richiamano ai valori
della pace, della fratellanza, della fede.
Per la visita sono necessarie almeno un paio d'ore.
È necessaria la prenotazione che si può fare visitando
il sito internet "www.giannivisentin.com" o telefonando
al 3385326186.
Sarà Gianni Visentin in persona a seguire gli studenti
delle medie superiori e inferiori e delle ultime due classi delle
elementari, ai quali il museo potrà fornire spunti interessanti
anche nella loro attività scolastica.
Orario Visite: 15.30-18.30
Altri orari, per le scuole, su prenotazione. Domenica e lunedì
chiuso. Entrata gratuita.
Tel. 0424.580436 Fax 0424.99618 |